Garanzie e controlli

Per ulteriori
informazioni chiedere a:
  • Ufficio del personale della propria azienda;
  • Rappresentanze sindacali del personale;
  • Fondo pensione Fopen.

Le garanzie di affidabilità e solidità offerte dagli investimenti sono state già illustrate nella sezione “Come investe FOPEN”.
I numerosi controlli, attraverso l’incrocio costante di dati ed informazioni, assicurano una gestione conforme alla normativa vigente (D.M. 166/14, Dlgs 252/05) e alle convenzioni stipulate con i gestori finanziari.
La legge impone che intorno al Fondo ruoti una struttura ben precisa costituita da soggetti indipendenti fra loro:

  • Collegio dei Revisori Contabili
    Organo sociale del fondo, a composizione paritetica.
  • Depositario. E’ la cassaforte del fondo
    – custodisce il patrimonio del Fondo;
    – attesta il valore degli investimenti;
    – controlla che gli investimenti dei gestori rispettino i vincoli di legge e le disposizioni del Fondo;
    – è direttamente responsabile verso il Fondo, la Commissione di Vigilanza ed il Ministero del lavoro.
  • Gestori Finanziari
    Selezionati tramite bando pubblico, intervengono nei mercati finanziari seguendo le disposizioni di legge e le linee di indirizzo delle convenzioni.
  • Società di revisione contabile
    Attualmente PricewaterhouseCoopers, che ha l’incarico della revisione legale del Fondo.
  • Covip(Commisione di Vigilanza sui Fondi Pensione)
    www.covip.it
    E’ l’organo pubblico di controllo dei fondi pensione
    – verifica le convenzioni tra Fondo e Gestori;
    – controlla il rispetto delle norme sugli investimenti;
    – controlla la correttezza e trasparenza dei rapporti tra Fondo e Soci;
    – verifica periodicamente, anche con ispezioni, la corretta gestione del Fondo.
  • Service Amministrativo
    Attualmente Parametrica Pension Fund SpA, anch’esso indipendente, cura la contabilità del fondo.
  • Funzione Finanza
    Verifica e analizza periodicamente i risultati della gestione finanziaria ed il profilo rischio-rendimento a livello di mandato di gestione e di comparto, supporta il Consiglio di Amministrazione nell’impostazione della politica di investimento.

Questa rete di soggetti, fra loro indipendenti garantisce trasparenza, coerenza con la norma e la correttezza contabile.

LIMITI DI INVESTIMENTO
Fermi restando i divieti e i limiti della normativa sulla previdenza complementare, il Fondo pone ai gestori finanziari dei limiti nell’investimento delle risorse finanziarie a seconda del grado di rischio, rendimento atteso e orizzonte ottimale di investimento che caratterizzano il comparto di riferimento.
L’investimento in strumenti finanziari è soggetto a rischi finanziari. Il termine “rischio” esprime la variabilità del rendimento di un titolo in un determinato periodo di tempo. Se un titolo presenta un livello di rischio basso (ad es., i titoli di Stato), vuol dire che il suo rendimento tende a essere nel tempo relativamente stabile; un titolo con un livello di rischio alto (ad es., le azioni) è, invece, soggetto nel tempo a variazioni nei rendimenti (in aumento o diminuzione), anche significative.
I limiti di investimento stabiliti per ogni comparto di investimento sono dettagliatamente illustrati nella sezione II – paragrafo C.2. I comparti – della Nota Informativa del Fondo.
In linea generale i gestori possono investire in:

  • strumenti di debito, negoziati sui mercati regolamentati, emessi da Stati Ocse, Organismi Internazionali (cui aderisca almeno uno degli stati dell’Unione Europea), agenzie governative, nonché da società residenti in paesi Ocse o da loro veicoli societari da esse garantiti. E’ consentito l’investimento in strumenti di debito emessi o garantiti da Paesi non Ocse o da società residenti in Paesi non-Ocse.
  • titoli di capitale emessi da società di Paesi Ocse e non-Ocse e negoziati su mercati regolamentati, regolarmente funzionanti, aperti al pubblico. E’ inoltre previsto l’investimento in titoli di capitale non quotati su mercati regolamentati per il tramite di investimenti in fondi comuni di investimento alternativi (“FIA”) di private equity come definiti all’art.1 c.1 lett. n) dal DM MEF 166/2014.

Tutti gli strumenti finanziari devono essere denominati in Euro o coperti dal rischio di cambio verso Euro. E’ consentita un’esposizione netta in valuta diversa (e in particolare dollaro USA, canadese, australiano e neozelandese, yen, sterlina, franco svizzero, corona svedese, norvegese e danese) nei limiti del 30% del patrimonio di ogni comparto.

Per le obbligazioni il Fondo stabilisce dei limiti agli investimenti sulla base del rating assegnato agli strumenti.